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Siamo fascisti! GOGNA MISSINA A TRENTO! IGNIS! CALABRIA, Ennio.

  • Siamo fascisti! GOGNA MISSINA A TRENTO! IGNIS!
  • Siamo fascisti! GOGNA MISSINA A TRENTO! IGNIS!
450.00 €
CALABRIA, Ennio.
Siamo fascisti! GOGNA MISSINA A TRENTO! IGNIS!
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  • CODICE PRODOTTO: 131426

  • Autore:
    CALABRIA, Ennio.
  • Titolo:
    Siamo fascisti! GOGNA MISSINA A TRENTO! IGNIS!
  • Casa Editrice:
  • Anno:
    1970 ca.
  • Stato di Conservazione:
    Molto buono.
  • Descrizione fisica:
    Litografia originale di cm 50x70 in cornice di cm 52x72. Firmata a matita in basso a destra. Esemplare 29/200.
  • Note:
    Nato a Tripoli il 7 marzo 1937, Ennio Calabria fu un artista e intellettuale italiano, esponente del figurativismo europeo. Lavorò come illustratore di racconti, copertine librarie, opere di poesia e manifesti. Quest’opera incisiva e dal forte contenuto simbolico è un raro esempio della produzione grafica di Ennio Calabria, uno dei protagonisti più significativi della pittura figurativa italiana del secondo Novecento. La composizione, ridotta all’essenziale e costruita su pochi tratti netti di china e segni di colore, esprime con tagliente ironia la tensione civile e politica che attraversò l’Italia negli anni Settanta. Due figure si fronteggiano: una, ibrida e animalesca, regge un cartello con la scritta Siamo fascisti! su cui spiccano impronte rosse come di sangue; l’altra, umana e vigile, osserva in silenzio, incarnando la coscienza critica dell’artista. L’opera riflette perfettamente la poetica di Calabria, incentrata sul rapporto tra individuo e società, tra impegno politico e inquietudine esistenziale. La gogna missina a Trento avvenne il 30 luglio 1970, allo stabilimento Ignis di Spini di Gardolo nel comune di Trento quando la CISNAL, il sindacato del Movimento Sociale Italiano, volle tenere un'assemblea in fabbrica con l'autorizzazione del pretore: alle proteste degli operai, i sindacalisti cacciati risposero chiamando i giovani neofascisti di Avanguardia Nazionale da Bolzano e Verona. Ne nacque uno scontro che degenerò in colluttazione: alcuni operai furono accoltellati, vi furono lanci di bombe carta e colpi di spranga da parte dei neofascisti, in presenza delle forze di polizia che, stazionanti sul posto, non intervennero. Infine, gli operai e gli studenti, sopravvenuti nel frattempo, circondarono Andrea Mitolo, consigliere regionale missino, e Gastone del Piccolo, leader locale della CISNAL, arrivati allo stabilimento a seguito di una telefonata di un loro sindacalista, e avendo gli operai scoperto un'ascia nella borsa di Del Piccolo, costrinsero i due a marciare per 7 km sfilando dalla fabbrica fino al centro della città, con le mani incrociate dietro il capo con appesi al collo e alla schiena cartelli con la scritta "Siamo fascisti. Oggi abbiamo accoltellato 3 operai Ignis. Secondo Bobbio fu "l'episodio destinato a fungere da modello del nuovo antifascismo militante". Dopo più di 50 anni di distanza dall'accaduto Enrico Deaglio lo ricorda come un fatto che sarebbe potuto succedere nella Cina della Rivoluzione culturale e Aldo Bonomo, ritiene che fu "uno scontro finalizzato al presidio del territorio".



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