Manuale di cucina, pasticceria e credenza: per l'uso di famiglia: contenente più di 4000 ricette e 280 disegni intercalati nel testo: compilato sulle basi dell'esperienza da una donna italiana. LAZZARI TURCO, Giulia.
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CODICE PRODOTTO: 131138
- Autore:
LAZZARI TURCO, Giulia. - Titolo:
Manuale di cucina, pasticceria e credenza: per l'uso di famiglia: contenente più di 4000 ricette e 280 disegni intercalati nel testo: compilato sulle basi dell'esperienza da una donna italiana. - IIa edizione riveduta e considerevolmente aumentata.
- Casa Editrice:
Tipografia emiliana, Venezia. - Anno:
1910. - Stato di Conservazione:
Buono, ordinari segni d'uso e del tempo, più evidenti alla legatura, dedica a china d'epoca all'occhietto. - Descrizione fisica:
1192 p., 24 cm, tela editoriale con applicata illustrazione di Eugenio Prati. - Note:
Giulia Turco (1848-1912), baronessa trentina, sposata con il musicista veneziano Raffaello Lazzari, proviene, oltre che dal medesimo territorio, dallo stesso ambiente culturale e religioso della Anzoletti e della Giacomelli. Ma diversamente da loro sviluppa anche un interesse naturalistico che la porta a lavorare con il micologo Giacomo Bresadola. La collaborazione alla "Rivista delle signorine" coincide con nuovi interessi educativi e letterari che sfoceranno, alla lunga, in racconti e romanzi, pubblicati con lo pseudonimo di Jacopo Turco. Qui, sulla rivista, scrive per signorine che l'estate possono recarsi in campagna o al mare, o intraprendere un piacevole viaggio, alle quali suggerisce buoni comportamenti, atti di carità, la coltivazione dei fiori, la raccolta di piante medicinali e, in particolare, la stesura di un loro personale libro di cucina. A tal fine la sua "pagina" termina sempre con "qualche facile ricetta". Così la nobildonna Turco (che vive fra Trento e Venezia) ai suoi più consolidati interessi culturali (è una scrittrice sulle orme di Fogazzaro) aggiunge, in questi ultimi anni del secolo, anche quello di gastronoma. Un impegno che prende molto seriamente come testimoniano i ricettari manoscritti (che danno conto di una vasta ricerca bibliografica e "sul campo") e un interessante carteggio tenuto tra il 1899 e il 1901 con Pellegrino Artusi. Nel 1904 pubblica la presente opera (qui offerta nella seconda edizione del 1910), il suo lavoro più importante e molto ricercato, con 3.000 ricette e 150 disegni intercalati nel testo. Anonimo (ma immediatamente riconosciuto come suo), rimanda semplicemente all'esperienza di "una donna italiana" che lo dedica, memore della "Rivista per le signorine", alle "fanciulle e alle giovani spose". Sul frontespizio, una sintetica epigrafe riprende la filosofia della "domesticità": "La vera poesia della vita femminile è lo studio di gradire anche nel modo più umile i propri cari". Nello specifico, nonostante lo scambio epistolare con l'Artusi, la cucina della Turco è ben lontana da quella scienza e da quell'arte moderna e leggera che non ammettevano più travestimenti. Viceversa la Turco rimane fedele ad un modello di cucina ancora ottocentesca, grassa e greve di spezie, con preparazioni complicate e lunghissime, con pietanze poco, o troppo saporite. L'accoglienza da parte della stampa è però positiva. In Trentino il libro è letto politicamente, inserito nella "questione nazionale": il quotidiano liberale "L'Alto Adige" rileva come il Manuale sia "un'opera buona e patriottica", perché "squisitamente italiana". "Il nostro libro è tutto un profumo di patria trentina e italiana, è un fiore delle nostre Alpi educato dall'esperta mano della donna tridentina". Ma la recensione più importante e impegnativa appare sul "Popolo", il quotidiano socialista fondato e diretto da Cesare Battisti. La scrive Enrica Sant'Ambrogio Piscel (intellettuale e giornalista veronese, curiosa e versatile, moglie di Antonio Piscel, avvocato leader con Battisti del partito socialista trentino) cui dà un titolo programmatico: "Un bel libro che c'è e un buon libro che manca". Nella legatura editoriale originale con illustrazione riproducente un dipinto di Eugenio Prati applicata al piatto.